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Privati, Imprese - 14 Gennaio 2022

Bonus verde: un’occasione per far rifiorire le nostre città e ridurre l’inquinamento

Oltre 300mila nuovi alberi, quasi otto milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti, nei prossimi tre anni, grazie alla proroga del Bonus Verde prevista dalla manovra di bilancio, che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata nazionale degli alberi, festeggiata il 21 novembre. in tutta Italia, per tutelare la natura e la ricchezza botanica italiane.

Il Bonus Verde prevede una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Il Bonus Verde dà una spinta a rendere più belle le case e le città, ma anche un contributo a ridurre l’inquinamento e a contrastare i cambiamenti climatici. Il tutto, però, deve essere accompagnato anche dall’impegno dei Comuni, tra i quali – sottolinea la Coldiretti – più di un capoluogo di provincia su due (54%) è ancora fuorilegge sul verde urbano, per non aver rispettato la legge 10 del 2013, che impone a tutti i Comuni con più 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato.

L’iniziativa, comunque, è in linea con le strategie nazionali del Pnrr, che ha stanziato 330 milioni di euro per la forestazione urbana, somma che consente di piantare 6,6 milioni di alberi, tutelando così le aree verdi esistenti e creandone nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi. “Abbiamo elaborato insieme a Federforeste il progetto di piantare milioni di alberi nell’arco dei prossimi anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane, con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale nelle aree naturali” ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

L’impegno è di aumentare la disponibilità di spazi verdi nelle città, dove, mediamente, sono appena 33,8 i metri quadrati di verde urbano per abitante ed è quindi necessario, secondo Coldiretti, puntare su un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini, che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione.

Annualmente, una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili all’anno e un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2). Senza dimenticare gli effetti di mitigazione sui microclimi metropolitani, visto che la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi.

In Italia, comunque, la superficie boschiva è aumentata di circa 587.000 ettari in dieci anni, per complessivi 11 milioni di ettari, che si sono dimostrati però molto vulnerabili al degrado e agli incendi, perché è mancata l’opera di prevenzione nei boschi che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati giungle ingovernabili. Solo quest’anno, infatti, sono stati ben 170mila gli ettari di bosco andati a fuoco.
Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni – rileva Coldiretti – affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Un’opportunità può arrivare dall’aumento del prelievo del legname dai boschi con lo sviluppo di filiere sostenibili in grado di tutelare l’ambiente e creare occupazione, dato che l’Italia importa dall’estero più dell’80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento.

A preoccupare, però, è anche la pesante crisi del frutteto italiano, perché negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta da frutto su quattro, con un gravissimo danno produttivo e ambientale. Non a caso, recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente proprio per la capacità di catturare CO2.

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