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La nostra storia

Basi solide per guardare al futuro. Una banca ultracentenaria, radicata nel territorio e a conduzione familiare, ma innamorata dell’innovazione

La banca è un’impresa quindi io sono un imprenditore. 
Pragmatismo disincantato al servizio di solidi ideali.
Camillo Venesio – Amministratore Delegato e Direttore Generale

1912 Banca del Piemonte nasce come Banca Fondiaria Italiana su iniziativa di alcune antiche famiglie torinesi

1925 Cambia nome passando a Banca Anonima di Credito

1930 Camillo Venesio è nominato AD e negli anni successivi la famiglia Venesio diventa principale azionista

1947 Camillo Venesio fonda la Banca di Casale e del Monferrato nella sua terra natia

1955 Vittorio Venesio, figlio di Camillo, diventa AD della Banca Anonima di Credito

1978 I due Istituti guidati dalla famiglia Venesio si fondono sotto l'unica insegna di Banca Anonima di Credito

1983 Camillo Venesio, omonimo del nonno, è Amministratore Delegato e Direttore Generale

1998 L'Istituto prende il nome di Banca del Piemonte

2009 Viene lanciata la prima App di Internet Banking

2010 La IV generazione entra attivamente a far parte della Banca

2012 Festeggia i primi 100 anni di attività con il romanzo di A. Perissinotto “Lo sguardo oltre l’orizzonte”

2015 Apre la prima Filiale di Banca del Piemonte a Milano

2019 Nasce la Filiale Online OpenToYou ed i conti online dedicati

2021 Nasce Millo il primo consulente finanziario digitale

Era il 26 aprile del 1912 quando un gruppo di amici, appartenenti ad alcune antiche famiglie torinesi, costituì la Banca Fondiaria Italiana.
L’Istituto riuscì a superare i difficili anni della Grande Guerra grazie ad una visione ben chiara e definita sin dalla fondazione: creazione di riserve piuttosto che di guadagno, per tutelare i correntisti e “premunirsi contro le sorprese del destino”.

Dopo una lunga fase di sviluppo e rilancio, nel 1930 Camillo Venesio diventò Amministratore Delegato della Banca Anonima di Credito, grazie al sostegno dei vertici che videro in lui una persona lungimirante e capace di risollevare le sorti della Società.
Con la guida del nuovo Amministratore Delegato, la Banca Anonima di Credito tornò a crescere e prosperare. Negli anni successivi, Camillo Venesio e la sua famiglia ne divennero i principali azionisti.

Nel 1947 l’Amministratore Delegato della Banca torinese fondò anche un nuovo Istituto nella sua terra d’origine: nacque così la Banca di Casale e del Monferrato.

A succedere a Camillo Venesio fu il figlio Vittorio che, nel 1978, si occupò dell’unificazione tra i due Istituti, Banca di Casale e Banca Anonima di Credito, diventandone il nuovo Amministratore Delegato.
Sarà il figlio Camillo, omonimo del nonno, ad assumere, nel 1983, grazie alle sue indiscusse capacità di management e alle sue grandi qualità, le redini della Banca.

Verso la fine degli anni ’90, dopo una lunga fase espansiva, Banca Anonimia di Credito ha, infine, assunto l’attuale denominazione di Banca del Piemonte.

Sotto la guida di Camillo Venesio, la Banca è riuscita a crescere e a diffondersi capillarmente sul territorio grazie al digital banking e alle numerose filiali nelle principali località piemontesi.
Con l’ingresso della quarta generazione, Banca del Piemonte ha ampliato il suo network anche oltre i confini piemontesi: nella primavera del 2015 ha infatti inaugurato una nuova filiale a Milano.

Solidità patrimoniale, totale indipendenza, forte presidio dei rischi, incremento significativo del patrimonio netto, trasparenza e rigore sono solo alcuni dei valori che rappresentano le fondamenta dell’Istituto.

Nel 2012 Banca del Piemonte ha raggiunto l’ambito traguardo dei 100 anni di attività. Per celebrare questo importante evento Alessandro Perissinotto ha scritto appositamente il romanzo “Lo sguardo oltre l’orizzonte”, incentrato sulla storia della Banca del Piemonte negli straordinari anni del dopoguerra (1947-1955).

IL “PAPA'” DI BANCA

DEL PIEMONTE

“Premunirsi contro le sorprese del destino” era questo il motto di Camillo Venesio, il “papà” di Banca del Piemonte. Già negli anni ’30, sosteneva l’importanza di possedere forti riserve patrimoniali e, grazie anche alla sua lungimiranza, siamo una delle banche più solide a livello nazionale e internazionale.

L’UNIONE FA LA FORZA

Vittorio Venesio, figlio di Camillo, il capostipite dell’omonima famiglia di banchieri, eredita dal padre diverse qualità: lo spirito d’intraprendenza coniugato con la prudenza, la serietà, il senso del dovere e della responsabilità, la lungimiranza. Dote, quest’ultima, che lo porta a fondere le due banche di famiglia – l’Anonima di Credito e la Banca di Casale e del Monferrato – e a dare vita alla Banca del Piemonte, della quale è il primo amministratore delegato. Amante della cultura, è stato grande amico di Carlo Fruttero, scrittore suo coetaneo.

UN CAPITANO CHE

SA ANCHE MOTIVARE

Il timone della Banca del Piemonte è retto da Camillo Venesio, che lo tiene ben saldo dal 1983, quando aveva 30 anni ed era il più giovane amministratore delegato di banca. Del nonno ha non soltanto il nome, ma anche tante qualità. Fra queste la visione del progetto di sviluppo e la determinazione nel realizzarlo, l’ottimismo della volontà, la capacità di coinvolgere e motivare i collaboratori, convinto che “fare banca è prevalentemente una questione di persone”. Con la sua guida, la Banca è ancora cresciuta, si è rafforzata, ha ampliato il campo d’azione, ha cavalcato il progresso tecnologico.

LA GENERAZIONE

DEL FUTURO

E in questo lungo percorso in cui si sono susseguite grandi personalità e generazioni, ecco che si affaccia il futuro di Banca del Piemonte. I nostri giovani, professionisti di grande valore, con una visione innovativa del futuro ed uno sguardo aperto verso il Mondo che potenziano le strutture di sempre contribuendo alla crescita e al continuo miglioramento del nostro Istituto.

Hai bisogno di noi? Contattaci!

Se hai bisogno di più informazioni o vuoi prendere un appuntamento, scrivici, chiamaci o passa a trovarci in una delle nostre filiali.

Banca del Piemonte
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