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Privati, Imprese - 9 Gennaio 2023

Italia prima in Europa per l’economia montana

Nei mesi invernali, in Italia, si contano 39 milioni di presenze turistiche, il 10,1% del totale annuale, prevalentemente nelle regioni più sciistiche: Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto.

Comunque, il turismo rappresenta un pilastro chiave dell’economia della montagna, “cluster per cui l’Italia è leader in Europa” si legge in uno studio di Confartigianato, dove si riporta che “secondo la classificazione di Eurostat, l’Italia è il primo Paese dell’Unione europea a 27 per Pil realizzato in province montane, territori in cui almeno metà della superficie e/o della popolazione è in aree montane: nel 2019 è ammontato a 805,6 miliardi di euro, il 44,9% del totale nazionale, una quota più che doppia rispetto al 20,7% registrato dalla media delle aree montane nell’Ue”.

Il valore dell’economia italiana della montagna, infatti, supera anche i 776,3 miliardi di euro della Spagna (62,4% del Pil), i 417,5 miliardi della Francia (17,1%) e i 241,5 miliardi della Germania (7%).

Nell’economia italiana della montagna, a fronte del 47,8% della popolazione nazionale, si concentra nel 2021 il 51,1% delle presenze turistiche totali e il 50,7% delle presenze turistiche straniere.

Confartigianato precisa che in Italia sono 63 le province montane e contano 2.077.826 micro e piccole imprese (mpi), attive con 5.137.434 addetti, i quali sono il 47,3% degli addetti nazionali delle mpi. Nel perimetro delle province che rappresenta l’economia italiana della montagna, le mpi rappresentano il 69,4% degli addetti delle imprese totali di tali province, una quota ampiamente superiore al 63,4% della media nazionale.

In particolare, nelle province montane sono 536.282 le imprese artigiane attive con 1.349.075 addetti, pari a oltre la metà (53%) degli addetti dell’artigianato italiano e al 18,2% degli addetti nazionali, quota superiore al 14,8% della media nazionale.

Nel 2021 l’economia della montagna rappresenta il 44,9% del valore aggiunto nazionale e in chiave settoriale presenta una quota più elevata per il valore aggiunto delle costruzioni (48,8%) e del manifatturiero esteso (48,6%), settori in cui è più alta la vocazione artigiana.

L’alta diffusione dell’artigianato e delle micro e piccole imprese rappresenta un fattore di coesione economica e sociale nelle aree di montagna, come approfondito in una precedente analisi della struttura imprenditoriale realizzata in collaborazione con gli Osservatori Mpi di Confartigianato Lombardia e di Confartigianato Emilia-Romagna.

Grazie alla diffusa presenza di imprese manifatturiere, l’economia della montagna realizza il 47,2% delle esportazioni nazionali, pari a 232,6 miliardi di euro.

Nei territori dell’economia della montagna si registra una maggiore propensione all’imprenditorialità e una più elevata presenza di lavoro autonomo: nelle province montane, a fronte del 47,3% di occupati totali nel 2021, si concentra il 49,8% degli occupati indipendenti – imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi – che rappresentano il 23% degli occupati di tali province, quota superiore di 2,2 punti al 20,8% delle altre province non montane.

Confartigianato riferisce, infine, che i dati sulle previsioni della domanda di lavoro delle imprese rilevati da Unioncamere-Anpal indicano che nel trimestre novembre 2022-gennaio 2023 nelle province montane sono previste 553mila entrate di lavoratori, pari al 46% di quelle nazionali.

 

 

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