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Privati, Imprese - 31 Luglio 2023

Silver Economy, nuova opportunità

In Italia si sta discutendo molto di demografia e, in particolare, sia del crollo della natalità sia dell’invecchiamento della popolazione.

A proposito della longevità, quasi sempre viene interpretata come un costo, “anche se può, al contrario può rivelarsi un’ottima opportunità di crescita e investimento per il Paese, con ricadute proficue per l’occupazione, il settore dei servizi, per attività commerciali e produttive dedicate, così come per il mondo della finanza in genere” sostiene Michaela Camilleri (Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali).  

La Silver Economy, infatti, è una grande economia e lo sarà ancora di più nel prossimo futuro. Perché mossa da almeno tre importanti fattori: 1) la forte spinta demografica, che aumenterà la platea dei beneficiari; 2) l’ammontare della ricchezza detenuta dagli anziani, le cui caratteristiche principali sono consistenza e stabilità; 3) la propensione al consumo verso alcuni particolari settori economici, dall’alimentazione alla sanità, dalla casa alla tecnologia.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, i Silver in Italia, come del resto in molte altre nazioni sviluppate o in via di sviluppo, non sono mai stati così tanti: oggi, gli over 65 nel nostro Paese sono circa 14 milioni, pari a poco meno del 24% della popolazione totale e sono destinati a diventare un terzo della popolazione entro il 2050.

Fra l’altro, non si modificherà solo la struttura per età della popolazione ma anche l’organizzazione sociale, a partire dalle famiglie spesso senza figli e alla fine mononucleari: le tendenze di breve e medio periodo mostrano un progressivo incremento percentuale delle persone sole, che dovrebbero salire al 31,2% nel 2030 e al 32,7% nel 2040. Il che significa che tra meno di vent’anni un Silver su tre vivrà da solo.

Peraltro, nelle fasi più avanzate della vita, le implicazioni socio-sanitarie saranno enormi: difficoltà motorie, compromissione delle normali attività quotidiane, malattie croniche, non autosufficienza, solitudine.

Tutto ciò comporterà una visione del futuro differente da quella di oggi, a partire dallo stile di vita, dal risparmio e dalla visione del futuro.

Fatto altrettanto importante rispetto al passato è che i Silver sono i maggiori detentori di ricchezza, intesa come patrimonio sia mobiliare che immobiliare. Inoltre, dispongono di flussi di reddito certi e non dipendenti dai cicli economici (la popolazione di età compresa tra i 51 e i 65 anni dispone di un reddito medio annuo pari a 20.779 euro e di 20.260 euro quella over 65).

Evidenze che trovano ulteriore conferma nei dati relativi alla ricchezza netta familiare media per caratteristiche del capofamiglia: nel 2020, in Italia le famiglie con capofamiglia di età compresa tra i 51 e i 65 anni disponevano di una ricchezza pari a 263.573 euro e quelle con capofamiglia over 65 pari a 215.691 euro, i valori più alti tra le fasce d’età considerate.

Se, come emerge dai risultati della ricerca del Centro studi di Itinerari Previdenziali, il maggior desiderio dei Silver è vivere il più a lungo possibile in buona salute e invecchiare attivamente, “si può ragionevolmente supporre che buon parte dei consumi di questa fascia della popolazione saranno destinati verso beni, servizi e, più in generale, attività economiche legate al raggiungimento di questi obiettivi” ha commentato Michaela Camilleri.

Subito dopo le spese destinate all’abitazione, infatti, i Silver concentrano maggiormente i consumi verso quei beni e servizi utili a preservare la propria salute fisica e mentale.

In questo contesto, il sistema economico, produttivo e dei servizi sta progressivamente prendendo atto delle nuove esigenze e si sta attrezzando di conseguenza, proponendo soluzioni studiate specificamente per questa fascia di popolazione, quali servizi e prodotti finanziari e assicurativi calibrati, prodotti alimentari, farmaceutici e nutrizionali specifici, mezzi e attrezzature per favorire l’autonomia e la mobilità, strumenti di domotica, dispositivi e piccoli elettrodomestici per il controllo a distanza della salute o servizi di svago e assistenziali.

Nasce così una grande economia, che crea occupazione e che obbliga a superare un’immagine fin qui troppo stereotipata degli anziani: non (solo) soggetti prevalentemente bisognosi di assistenza – si legge nel rapporto di Itinerari Previdenziali – ma anzi platea attiva le cui specifiche necessità, se adeguatamente comprese e assecondate, possono diventare un’importante leva di sviluppo per il Paese e la società intera”.

 

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