Camillo Venesio e Alessandro Profumo sullo scenario delle Banche Italiane

Torino, 25 novembre 2015 – I due banchieri Alessandro Profumo e Camillo Venesio, ieri sera a Milano, si sono confrontati sul tema “Banche di oggi e del futuro prossimo”. Nell’incontro organizzato dalla Banca del Piemonte e al quale hanno partecipato oltre cento persone, Profumo e Venesio, rispettivamente presidente di Equita Sim e amministratore delegato-direttore generale di Banca del Piemonte, hanno risposto a numerose domande sulla situazione e sulle prospettive del sistema creditizio italiano, esaminate dal punto di vista dei vertici degli Istituti ma anche della clientela.

Le risposte di Profumo, a lungo amministratore delegato del Gruppo Unicredit e poi presidente del Monte dei Paschi di Siena, e di Venesio sono state sostanzialmente unanimi: l’industria bancaria nazionale, ma non solo, sta vivendo una “rivoluzione”, provocata da diversi fattori fra i quali spiccano la profonda crisi economica degli ultimi anni, le innovazioni tecnologiche che hanno cambiato e stanno cambiando ancora i comportamenti dei consumatori, lo tsunami normativo settoriale, i tassi praticamente a zero, la crescente invasione di campo di nuovi concorrenti delle banche.

Profumo e Venesio si sono trovati d’accordo anche sugli effetti della ristrutturazione dell’industria bancaria italiana in corso e in accelerazione. Le banche sono destinate a cambiare fortemente l’offerta, i modelli organizzativi e distributivi, la struttura dei costi e dei ricavi, il rapporto con i clienti, risparmiatori e imprese. La loro competitività, comunque, non dipenderà dalle dimensioni, ma soprattutto dalla capacità degli amministratori e del personale e, in particolare, dalla qualità del servizio al cliente, la cui cura dovrà essere così intensa da apparire persino “ossessiva”. Per i clienti, quindi, aumenteranno le offerte, le opportunità, le libertà di scelta, le attenzioni nei loro confronti, ma anche i costi. Già a breve-medio termine, la loro banca sarà molto diversa da quella attuale.

Con la struttura dell’industria bancaria, ridotta ma più competitiva perché formata da istituti più forti e più confacenti ai nuovi contesti, a prescindere che siano grandi, medi o piccoli, cambierà contestualmente, la struttura del sistema produttivo italiano oggi composto da milioni di piccole e medie imprese deboli, che, per le nuove regole, non potranno più essere sostenute dalle banche, come invece hanno fatto finora indebolendosi a loro volta.

Alessandro Profumo e Camillo Venesio hanno concluso l’incontro con la stessa considerazione: banche, piccole e medie industrie, artigiani, commercianti, famiglie, insomma tutti dovremo essere più solidi, più efficienti, più competitivi.