DOP, IGP e STG le sigle dell’eccellenza

L’Italia, con 299 riconoscimenti, detiene il primato europeo.

 

Le sigle DOP, IGP e STG fanno ormai parte della nostra quotidianità, ma cosa indicano realmente?

 

DOP è l’acronimo di Denominazione di Origine Protetta, IGP sta per Indicazione Geografica Protetta e STG significa Specialità Tradizionali Garantite, oltre al loro significato intrinseco, queste denominazioni rappresentano l’eccellenza italiana del settore agroalimentare e, inoltre, un fattore di forte competitività per il nostro paese.

 

Un altro tassello di cui andare fieri e per il quale tutto il mondo guarda verso l’Italia.

 

La valenza di questo settore è sottolineata dal primato del nostro Paese con 299 riconoscimenti conferiti dall’Unione europea.

 

A partire dal 2007, come ha censito l’Istat, il settore agroalimentare dei prodotti di qualità ha registrato una continua crescita, soprattutto delle superfici agricole utilizzate e anche dei processi di trasformazione.

 

Data anche la distribuzione delle produzioni DOP, IGP e STG, il 45% degli operatori svolge la propria attività nelle regioni settentrionali (circa il 30% nel Nord-Ovest).

 

In particolare, il Piemonte risulta la regione con il più alto numero di comuni (288) con la superficie impiegata per i prodotti di qualità, battendo anche Sicilia (236), Toscana (222), Calabria (216) e Puglia (197).

 

Nella nostra regione annoveriamo tra i prodotti: il Castelmagno DOP, il Bra DOP e la Robiola di Roccaverano DOP, il Salame Piemonte IGP, il Riso Baraggia biellese e vercellese DOP, le Nocciole del Piemonte IGP, il Fagiolo Cuneo IGP, la Mela rossa Cuneo IGP e il Marrone della Val di Susa IGP.

 

Il settore dell’agroalimentare è di rilevante importanza sia in termini di produzione che di occupazione per la nostra intera penisola.