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- 11 Marzo 2021

Gli italiani ingrassano per le nuove abitudini e le limitazioni imposte dal lockdown

La pandemia Covid-19 ha anche l’effetto di fare ingrassare.

 

In Italia più di quattro adulti su dieci (44%) sono aumentati di peso, per effetto dello smart working, della chiusura delle palestre e delle piscine, della rinuncia all’attività sportiva e della tendenza a dedicare più tempo in cucina.

È quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Crea, diffusa in occasione del World Obesity Day che si celebra in tutto il mondo il 4 marzo e che quest’anno è stato condizionato dalle restrizioni imposte dai lockdown.

 

La pandemia ha imposto un cambiamento radicale delle abitudini di vita e dei consumi, che ha conseguenze anche sulla bilancia. La tendenza a mangiare di più, spinta dal maggior tempo trascorso fra le mura di casa, non è stata compensata da una adeguata attività fisica. Coldiretti ha rilevato che computer, divano e tavola hanno tenuto lontano dal moto e dallo sport addirittura oltre la metà (53%) degli italiani.

Fra l’altro, dall’analisi è emerso che la situazione peggiora per le persone obese, soprattutto per quelle collocate in smart working e in cassa integrazione, condizioni che favoriscono comportamenti poco salutari, come la diminuzione dell’esercizio fisico e un’alimentazione scorretta: nel 54% dei casi è stato registrato un aumento medio di peso di quattro chili.

 

Ma l’aumento di peso è dovuto anche alla maggiore propensione a cucinare, per sé e per i familiari, data la continua permanenza fra le mura domestiche e la necessità di organizzarsi a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi di fine giornata.

Conferma il fenomeno anche la crescita della spesa alimentare delle famiglie, al massimo del decennio con il balzo del +7,4% nel 2020. Peraltro, il trascorrere delle settimane in casa ha modificato progressivamente l’atteggiamento dei consumatori nei confronti del cibo, a favore del paniere “cuochi fai da te” (uova, farina, lievito, burro, zucchero, olio), per effetto della tendenza a sbizzarrirsi in cucina preparando pasta, torte, pizze e biscotti.

 

Un comportamento che rende necessario, per molti italiani, adottare un regime alimentare di recupero e “sgonfiamento”, quanto mai opportuno in un Paese dove più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso e una persona su dieci è obesa (9,8%).

 

Ne siamo consapevoli. Tant’è vero che, nel 2021, la dieta è diventata un obiettivo di più di un italiano su tre (36%), come ha rilevato la stessa Coldiretti, sottolineando che un aiuto in tal senso viene dalla dieta mediterranea (proprio l’anno scorso ha festeggiato il decennale dell’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco). Una dieta, quella mediterranea, che si diffonde sempre più anche all’estero, come dimostra la crescita del 9% delle esportazioni dei suoi prodotti base: dalla frutta alla verdura, dalla pasta all’olio extravergine fino alle conserve di pomodoro.

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