Il Fintech italiano cresce

Maggiore interesse da parte degli investitori

 

“Le start-up operative nel nostro territorio sono passate da 235 a 299, facendo segnare una crescita del 27% e riducendo il gap che ci separa dagli altri paesi europei. Una forte spinta arriva dalla PSD2 e dall’Open Banking. Tra i settori più affollati, i servizi alle Pmi” esordisce così l’ultimo articolo di Bancaforte sul Fintech.

 

Da una ricerca di PWC, le Start-up Fintech operative sul territorio italiano hanno segnato un +27% nel periodo tra il 2017 e il 2018; le proiezioni del 2019 sono assolutamente positive.

 

Il Final District, il polo che riunisce startup, imprenditori, istituzioni finanziarie investitori e università, con un obiettivo unico, ovvero quello di supportare lo sviluppo delle aziende fintech italiane, rivela che le start-up più numerose si occupano di smart payments, money transfer, lending & solutions for credit, wealth management & soluzioni per il mercato finanziario.

 

Gli investimenti nel Fintech italiano sono cresciuti significativamente nell’ultimo anno: le start-up si sono sviluppate diventando sempre più in grado di attrarre capitali e di conseguenza gli investitori hanno cominciato a guardare con maggior interesse al mercato italiano. Questi due fattori dimostrano che il nostro paese sta diventando competitivo nel settore accorciando così le distanze con paesi come la Francia e la Germania.

 

L’entrata in vigore della PSD2 e l’Open Banking hanno contribuito e contribuiranno maggiormente nei prossimi anni, ad una forte accelerazione delle Fintech.

 

Banca del Piemonte ha stretto importanti partnership relative a servizi Fintech: Credimi, la Fintech con maggiore crescita nell’Europa Continentale negli ultimi 3 anni impegnata nel factoring digitale e con una user experience distintiva, e Gimme5, il salvadanaio digitale per la gestione dei risparmi.

 

 

 

Fonte: Bancaforte “Il Fintech italiano più vicino all’Europa”