RIPARTIRE, l’emblematico titolo del XXI Rapporto Giorgio Rota su Torino

Sabato 27 novembre, per la prima volta in diretta streaming a causa della pandemia che stiamo vivendo, si sono riuniti importanti nomi della politica, dell’economia e non solo per analizzare con estrema lucidità e concretezza la situazione della nostra città a partire dalla  pubblicazione del nuovo Rapporto Rota.

 

Un eccellente Rapporto quello di quest’anno, come è stato definito dagli ospiti presenti, che ha posto al centro della sua analisi il deficit dell’attrattività del nostro territorio.

 

Affrontare il tema, scelto ben prima dell’emergenza sanitaria, dell’attrattività come fattore competitivo dell’area torinese, in un momento in cui prevalgono lockdown, chiusura dei confini, blocco delle attività e rinvio di molti progetti, non è stato semplice. La speranza è che quest’analisi possa essere utile per capire come ripartire quando lo stato di emergenza sarà superato, o come adattarsi a esso se dovesse protrarsi.

 

Ne ha parlato una platea importante, nomi altisonanti della città come l’economista Elsa Fornero, gli Assessori Alberto Tronzano e Marco Pironti, i Presidenti della Compagnia di San Paolo e della Camera di Commercio Francesco Profumo e Dario Gallina, Beppe Facchetti, Presidente del Centro Einaudi, Luca Davico, Coordinatore del Rapporto che, insieme al nostro Amministratore Delegato e Direttore Generale Camillo Venesio, hanno analizzato la situazione e ipotizzato nuovi scenari.

 

“Abbiamo le capacità per reagire, come quando ci inventammo l’expo nazionale dopo che la capitale fu spostata da qui a Firenze, la città deve individuare una squadra che coinvolga componenti economiche e culturali su una visione di ripresa e sviluppo. La leggerezza amministrativa non è d’aiuto, governare bene è difficile ma non può essere un alibi” – Camillo Venesio.

 

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