Svolta green nei comportamenti degli italiani

La pandemia spinge la svolta green nei comportamenti degli italiani: dall’acquisto di prodotti a minor impatto ambientale al taglio degli sprechi, dall’interesse per le energie rinnovabili al riciclo, dalla sharing economy alla mobilità più sostenibile, sono molti i segnali che indicano una crescente attenzione alla riduzione del consumo delle risorse del pianeta. Lo ha rilevato un’indagine della Coldiretti, secondo la quale il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita, tanto che il 72% ha risposto che sarebbe disposto a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motocicletta e l’82% preferisce prodotti Made in Italy per sostenere l’economia, l’occupazione e valorizzare le risorse nazionali.

 

L’Italia, peraltro, può contare sull’agricoltura più green d’Europa, con 305 specialità a indicazione geografica riconosciute a livello comunitario, 524 vini Dop/Igp, 5.155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica e 24mila strutture agrituristiche.

 

L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su un’unica rete organizzata di farmers market che mette a disposizione delle famiglie circa 1.200 mercati contadini a livello nazionale, sia all’aperto che al chiuso, con una varietà di prodotti che vanno dalla frutta alla verdura di stagione, al pesce, alla carne, all’olio e al vino, al pane e alla pizza, ai formaggi fino ai fiori, per una spesa annua che prima dell’emergenza Covid-19 ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro. Nei mercati dei contadini è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione, che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte.

 

L’alta qualità dei prodotti più freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto diretto dall’agricoltore per il 71% degli italiani, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni seguite dalla convenienza economica. Sostenendolo, la Coldiretti evidenzia che i prodotti nazionali, fra l’altro, sono in alternativa a quelli che devono percorrere lunghe distanze, con conseguenti emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Si calcola, per esempio, che per arrivare sulle tavole italiane un chilo di ciliegie cilene deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli argentini deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica.

 

Non solo. Le vendite dirette degli agricoltori italiani garantiscono lavoro e futuro a oltre 20mila persone e i mercati dei contadini, oltre a essere luogo di acquisto, si rivelano anche occasioni di educazione e cultura e sono un aiuto concreto per contrastare la tendenza allo spopolamento dei centri dove chiudono negozi e botteghe, con evidenti effetti negativi legati alla taglio dei servizi di prossimità e all’indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e, spesso, persino della sicurezza.

 

“Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale in un momento di difficoltà” ha commentato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.