- 5 Febbraio 2026
Leadership, territorio e giovani: il modello Venesio
L’intervista rilasciata su Tuttosport da Camillo Venesio – Amministratore Delegato di Banca del Piemonte –«Juve, stai tornando» offre un ritratto nitido di come la managerialità e il valore dello sport possano intrecciarsi con naturalezza, non solo nel calcio ma anche nella cultura aziendale della Banca del Piemonte.
Pur ripetendo più volte «parlo da tifoso, non da esperto», il racconto esposto da Camillo Venesio evidenzia una profonda comprensione delle dinamiche organizzative che sono particolarmente complesse in ogni realtà aziendale. Quando ricorda l’ingresso nel CdA bianconero nel 2006, parla di un periodo “in cui la Juve venne azzerata in modo totale”, evidenziando quanto sia complesso ricostruire un’organizzazione di alto livello dopo una crisi: servono equilibrio, capacità di scegliere le persone giuste e la consapevolezza che «inevitabilmente degli errori si fanno».
Il suo approccio pragmatico emerge anche analizzando gli anni recenti del club: «Quando hai la massima responsabilità di risolvere i problemi, devi risolverli, non perderti nei concetti di giusto e ingiusto». È una frase che sintetizza perfettamente una cultura manageriale basata sui fatti, sulla gestione della complessità e sulla serietà delle decisioni, la stessa che ricorda quando parla delle società quotate, definite come realtà in cui “il coacervo di regole da rispettare è straordinariamente articolato”.
In tutta la conversazione ritorna il valore delle persone. Venesio cita più volte l’importanza delle scelte dirigenziali e della crescita interna, come nel caso di Giorgio Chiellini, definito «equilibrato, preparato, rappresentativo» e con una formazione economica che lo rende perfettamente adatto al nuovo ruolo. È anche per questo che sostiene che nel calcio italiano servirebbe un percorso strutturato di formazione per dirigenti, perché, come dice chiaramente, «abbiamo la migliore università per allenatori, servirebbe qualcosa di simile per i dirigenti». La managerialità, dunque, come competenza chiave anche nello sport.
Accanto a questa visione gestionale, emerge con forza il legame della Banca del Piemonte con lo sport e con i giovani. Parlare della Fondazione Venesio significa parlare di restituzione al territorio: «Abbiamo deciso di costituire la Fondazione per restituire qualcosa al territorio», spiega ricordando con orgoglio l’inaugurazione di un campo da calcio in una parrocchia di periferia. Lo sport viene presentato come luogo educativo, inclusivo, capace di creare comunità.
È in questa prospettiva che si inserisce anche l’impegno della Banca verso l’educazione finanziaria, soprattutto in un’epoca di truffe online e facili illusioni. Venesio lo dice con chiarezza: «La ricchezza si può creare solo con impegno, dedizione, studio e sudore, non viene dal cielo». Per parlare ai giovani la Banca ha scelto un testimonial credibile, il diciannovenne Leopoldo Petrini, atleta della squadra dell’Esercito, che con i suoi valori di “empatia, rispetto, responsabilità e coraggio” rappresenta un modello vicino alle nuove generazioni e coerente con il messaggio educativo che la banca vuole trasmettere.
Dall’intervista emerge così un quadro coerente: managerialità, sport e responsabilità sociale non sono mondi separati ma parti di una stessa visione. La Banca e la Fondazione attraverso progetti mirati ai giovani, e Venesio, attraverso la sua lunga esperienza tra sport e impresa, mostrano come i valori che servono per gestire un’organizzazione solida — equilibrio, preparazione, scelta delle persone, visione — siano gli stessi che crescono sui campi da gioco e che possono guidare anche le nuove generazioni.
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