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Competenze green e digitali sempre più strategiche

Competenze green e digitali sempre più strategiche

Entro il 2025, sei lavoratori su dieci dovranno avere competenze green o digitali. Nei prossimi cinque anni, infatti, il mercato italiano del lavoro avrà bisogno di almeno 2,2 milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili (il 63% del fabbisogno del quinquennio, che include anche il turnover) oltre che di 2 milioni di lavoratori in grado di saper utilizzare il digitale (il 57%). Queste sono le previsioni a medio termine (2021-2025) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, l’unione nazionale delle Camere di commercio, secondo la quale già nel quarto trimestre di quest’anno le imprese hanno intrapreso la caccia alle competenze per il green e il digitale per dare slancio alla ripresa.

Le competenze green sono ritenute strategiche principalmente per i profili legati all’edilizia e alla riqualificazione abitativa (tecnici e ingegneri civili e installatori di impianti), per ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, tecnici e gestori di reti e sistemi telematici e tecnici chimici. Le competenze digitali, invece, sono richieste prevalentemente ai profili professionali ICT, quali analisti e progettisti di software, progettisti e amministratori di sistemi; ma anche a ingegneri energetici e meccanici e a disegnatori industriali.

In questa fase sono i percorsi formativi Stem (science, technology,engineering, mathematics), soprattutto le diverse lauree in ingegneria, quelli che accomunano le ricerche delle aziende per sostenere le due grandi transizioni.

Tra gli indirizzi più specifici per la domanda di competenze green emergono il diploma di tecnico superiore (Its) in tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, il diploma secondario in produzione e manutenzione industriale e la qualifica professionale nell’ambito agricoltura. Sul fronte delle competenze digitali sono tra i più richiesti il diploma di tecnico superiore (Its) in tecnologie della informazione e della comunicazione, il diploma secondario in informatica e telecomunicazioni e la qualifica professionale nell’ambito elettronico.

Questa trasformazione del sistema imprenditoriale in chiave di sostenibilità e l’accelerazione per l’adozione delle tecnologie digitali investirà il mercato del lavoro di tutto il quinquennio” sottolinea Unioncamere, aggiungendo che le previsioni a medio termine mostrano, infatti, che la domanda di competenze green riguarderà in maniera trasversale tanto le professioni a elevata specializzazione e tecniche, quanto gli impiegati come gli addetti ai servizi commerciali e turistici, gli addetti ai servizi alle persone come gli operai e gli artigiani.

La spinta verso la transizione verde farà emergere, inoltre, la necessità di specifiche professioni green in alcuni settori come il progettista in edilizia sostenibile, lo specialista in domotica, i tecnici e gli operai specializzati nell’efficientamento energetico nelle costruzioni; il certificatore di prodotti biologici nell’agroalimentare; il progettista meccanico per la mobilità elettrica.

Questo fenomeno, sempre più pervasivo in tutti i settori dell’economia, interesserà non solo nuovi green jobs ma anche occupazioni esistenti. Per esempio, anche per i cuochi saranno sempre più importanti le competenze legate alla ecosostenibilità richieste dai consumatori e vantaggiose per le imprese, come l’attenzione alla riduzione degli sprechi, all’uso efficiente delle risorse alimentari e all’impiego di produzioni di qualità e legate al territorio (a chilometro zero).

Altrettanto ricercate saranno le competenze digitali, considerate una competenza di base per la maggior parte dei lavoratori. Queste saranno rilevanti non solo per tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche e fisiche, ma anche per professori, specialisti in scienze sociali, impiegati addetti alla segreteria e all’accoglienza, addetti alla contabilità.

Del resto, il processo di digitalizzazione si sta diffondendo in due principali direttrici: da un lato il passaggio al digitale di sistemi di lavoro e attività produttive (smart working, commercio on line, digitalizzazione delle procedure in molti servizi alle imprese e alle persone) e dall’altro una forte spinta all’innalzamento delle competenze digitali sia dei lavoratori, ma anche di un’ampia fascia della popolazione, con particolare riferimento agli studenti e ai professori di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

L’anagrafe piemontese delle imprese ha chiuso in positivo il terzo trimestre

L’anagrafe piemontese delle imprese ha chiuso in positivo il terzo trimestre

L’anagrafe piemontese delle imprese ha chiuso in positivo il terzo trimestre: alla fine di settembre sono state contate 1.409 aziende attive in più rispetto al 30 giugno. Grazie anche all’impatto dei bonus e superbonus nel comparto dell’edilizia. Infatti, nell’ultimo anno, le imprese delle costruzioni sono cresciute di circa 1.200 unità. Ma sul buon andamento del saldo complessivo ha inciso anche la frenata impressa dal Covid alle chiusure: 3.211 registrate fra luglio e settembre, il dato più basso nella serie degli ultimi dieci anni; mentre, nello stesso periodo, le imprese nate in Piemonte sono state 4.620.

Così, lo stock di imprese censite a fine settembre 2021 dal Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta a 429.907 unità, ponendo il Piemonte in sesta posizione tra le regioni italiane, con il 7,7% delle aziende dell’intero Paese. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si è tradotto in un tasso di crescita dello 0,33%, migliore rispetto anche a quello emerso in pre-pandemia nel secondo trimestre del 2019 (+0,19%).

Tra i settori, a spiccare per dinamismo nel trimestre estivo, oltre al comparto delle costruzioni (+0,77%) è stato quello degli altri servizi (+0,58%). Superiore alla media regionale è risultato pure il turismo, con un tasso di crescita dello 0,38%. Meno vivace, invece, l’incremento registrato dalle imprese del commercio (+0,18%) e dell’industria in senso stretto (+0,13%), mentre è risultato stazionario il trend dell’agricoltura (+0,02%).

“A livello territoriale – ha aggiunto Unioncamere Piemonte – si rilevano risultati positivi per tutte le province. Torino (+0,40%) e Vercelli (+0,38%) mostrano le performance migliori, superando la media regionale. Verbania (0,26%), Alessandria (0,25%), Cuneo (0,25%) e Novara (0,24%) segnano tassi di crescita attorno al quarto di punto percentuale. Asti, infine, mostra la dinamica meno intensa, fermandosi al +0,18%.

A livello nazionale, il saldo tra aperture e chiusure nel terzo trimestre 2021 si attesta al di sopra di quota 20mila imprese (per l’esattezza 22.258), una soglia superata solo due volte nei trimestri estivi del decenno pre-pandemico. A spingere sulla vitalità del sistema imprenditoriale nel trimestre da poco concluso sono state le costruzioni che, con 6.200 imprese in più, hanno contribuito per il 28% al bilancio positivo del periodo. Lo conferma l’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

Il saldo positivo è costituto dalla differenza tra le 40.133 imprese che hanno cessato definitivamente l’attività fra luglio e settembre – il dato più basso nella serie degli ultimi dieci anni – e le 62.391 che, invece, l’hanno avviata, consentendo che lo stock arrivasse a 6.166.416.

Il ruolo trainante delle costruzioni per la tenuta del tessuto imprenditoriale – accanto a quello dei servizi, componente essenziale per rispondere all’emergenza pandemica – si avverte distintamente osservando l’andamento del tasso di crescita trimestrale per macro-settori a cavallo degli ultimi due anni. In tutto il Paese, tra settembre 2019 e settembre 2021 il comparto edile è cresciuto complessivamente di 29.136 unità (+3,5%), secondo solo all’espansione dei servizi a imprese e persone (83mila imprese in più per una crescita complessiva, nel biennio, del 4,2%).

Detto del contributo del settore edile alla ripresa della vitalità imprenditoriale cui stiamo assistendo, i dati del terzo trimestre del 2021, a livello nazionale, certificano un generale miglioramento delle dinamiche rispetto allo stesso periodo del 2019. A livello di regioni, solo quattro (Trentino Alto-Adige, Umbria, Molise e Basilicata) non riescono a far meglio di due anni fa

Tra i settori, a spiccare per dinamismo nel trimestre estivo in Italia è stato quello delle attività professionali, tecniche e scientifiche (+1,16% corrispondente a un saldo di 2.649 imprese in più). Come riflesso della ripartenza di tante attività legate alla dimensione sociale si segnala anche il dato delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, cresciute in estate dell’1,02% (819 unità), istruzione (+0,95%), attività finanziarie e assicurative (+0,89%) e servizi alle imprese (+0,85%) gli altri settori in evidenza per dinamismo. In termini assoluti, invece, dopo le costruzioni, troviamo le attività di alloggio e ristorazione (+3.141), il commercio (+2.923) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.649).

“Banche specializzate e più tecnologia”

“Banche specializzate e più tecnologia”

Così il credito vincerà la sfida del secolo

Il Secolo XIX e Nordovest Economia hanno pubblicato un’interessante analisi dei cambiamenti che stanno caratterizzando il settore bancario e che rappresentano le principali sfide per il futuro.

In Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta gli sportelli bancari sono scesi a 2.616 rispetto ai 2.965 sportelli del 1996 e ai 3.804 dei tempi d’oro del 2008. Eppure mai come oggi la consulenza – per un mutuo per la casa o un prestito per aprire un negozio o una fabbrica, per investire i propri risparmi – continua a essere, per una banca, la chiave di volta per alzare i margini.

Per Camillo Venesio, amministratore delegato di Banca del Piemonte e vicepresidente dell’Abi «le banche regionali hanno due sfide davanti a loro: mantenere un rapporto non spersonalizzato con il cliente e usare le nuove tecnologie digitali per essere più competitive». È chiaro che specialisti hi‐tech e commerciali di alto livello prenderanno il sopravvento rispetto ai cassieri e operatori allo sportello di una volta. «I data engineer e i data scientist spiega Venesio sono indispensabili, perché attraverso numeri e algoritmi sono in grado di tracciare le tendenze sui prodotti più richiesti dai clienti, come crearli su misura e come migliorare i controlli sull’antiriciclaggio». I consulenti commerciali sono invece quei professionisti che hanno rapporti eccellenti sul territorio con risparmiatori e imprenditori. «I clienti non rinunciano a una chiacchierata con un professionista competente che li aiuti a sottoscrivere un mutuo, a usufruire del bonus 110% per ristrutturare la casa, a richiedere un finanziamento, a gestire una successione generazionale, un testamento o un patrimonio importante».

Leggi la rassegna stampa.

Future Bancassurance Awards 2021

Future Bancassurance Awards 2021

Banca del Piemonte ha partecipato al Future Bancassurance Awards 2021 e ha ricevuto il premio per il prodotto Open Multiasset per la sezione Life Product Innovation in collaborazione con Italiana Assicurazioni.

Il premio è stato ritirato, con grande soddisfazione, da Mario Campagnaro, Responsabile Funzione Prodotti Finanziari e Assicurativi.

Scopri di più su Future Bancassurance Awards.

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