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Carta di credito, prepagata e di debito: vantaggi e differenze

Carta di credito, prepagata e di debito: vantaggi e differenze

Scopri la differenza tra carta di credito, di debito e carta prepagata e scegli la soluzione più adatta alle esigenze con Banca del Piemonte

Più carte, meno contanti.
In Italia, continuano a crescere rapidamente il numero e l’uso delle carte di credito, delle carte di debito e delle carte prepagate.
L’anno scorso, le operazioni fatte nel nostro Paese con carte di credito personali sono state 1,262 miliardi, per un valore complessivo di quasi 72,2 miliardi di euro. Cifre di poco inferiori sono state registrate per le carte di debito.

Cinque anni prima le quantità erano inferiori di milioni, per ogni tipo di carta. A conferma della progressiva diffusione dei nuovi sistemi di pagamento, che offrono diversi vantaggi. Scopriamo insieme questi prodotti e i loro vantaggi.

CARTA DI CREDITO: Cos’è e Come Funziona

La carta di credito è uno strumento di pagamento che permette non solo di fare acquisti in negozi dotati di POS (dispositivo elettronico obbligatorio per esercenti e liberi professionisti) oppure online, ma anche di prelevare contanti agli sportelli automatici (ATM) e di fare pagamenti con addebiti periodici. Si chiama “di credito” perché gli importi che si spendono o si prelevano vengono anticipati dalla banca che ha rilasciato la carta e che quindi li dà a credito.

A differenza della carta di debito, perciò, quella di credito permette di comprare beni e servizi anche senza avere sul conto corrente il denaro necessario all’acquisto; la somma spesa, infatti, verrà addebitata sul conto dell’acquirente il giorno 15 del mese successivo.
La banca concede un importo massimo (fido) che è il limite di denaro che si può spendere entro il mese.

Le carte di credito possono essere dotate di tecnologia contactless, che, fino a 50 euro, non prevede l’inserimento del PIN o della firma sulla ricevuta di spesa.
La carta di credito permette inoltre di evitare complicate operazioni di cambio valuta quando si viaggia all’estero.

Possono fare richiesta di carta di credito tutti coloro che hanno un conto corrente, un reddito e la capacità di rimborsare le somme anticipate dalla banca emittente la carta.

I principali costi di una carta di credito sono il canone annuo, le commissioni per i prelievi allo sportello automatico (ATM), i costi di conversione per i prelievi o i pagamenti in valuta estera diversa dall’euro.

LE NOSTRE CARTE DI CREDITO

Le carte di credito di Banca del Piemonte sono targate Nexi: carte accettate in tutto il mondo, sui circuiti internazionali Visa e Mastercard.

Dispongono della tecnologia contactless e sono abilitate al caricamento su dispositivi mobile. Prevedono una copertura assicurativa e l’addebito su conto corrente, in un’unica soluzione, il 15 del mese successivo all’uso, senza interessi.

In particolare, la carta di credito Nexi, prevede un limite di utilizzo da 1.300 a 3.000 euro al mese, domiciliazione di utenze e pagamenti periodici, controllo di tutti i movimenti in qualsiasi momento, servizio SMS di sicurezza e notifiche sull’app Nexi Pay, carte aggiuntive e familiari, rateizzazione delle spese, il programma fedeltà che premia i tuoi acquisti, la polizza gratuita su tutti gli acquisti effettuati con carta, assistenza medica sui viaggi, copertura sui bagagli, tutela legale su cyber risk.

La carta Nexi Prestige

Oltre a tutti i vantaggi della carta Nexi, la carta Nexi Prestige offre un limite di utilizzo da 3.100 a 10.000 euro al mese, LoungeKey, la quota annua di membership al circuito LoungeKey che dà diritto all’accesso a più di 1.200 lounge aeroportuali nel mondo (il costo di ogni accesso per il titolare e i suoi ospiti è di 24 dollari) e, fra l’altro, servizi esclusivi, accesso agli eventi e agli spettacoli più importanti, viaggi unici.

Carta Nexi Excellence

Quanto alla carta Nexi Excellence, oltre ai vantaggi della Nexi Prestige, include: plafond da 10.100 a 25.000 euro al mese, carte familiari gratuite, Concierge Plus (un assistente dedicato per rispondere alle richieste dei clienti più esigenti, disponibile su circuito Mastercard), polizza assicurativa con massimali più elevati.

Carta Nexi Black

Infine, ecco la carta Nexi Black, pensata per chi desidera una carta di credito con servizi e privilegi esclusivi di altissimo livello: limite di utilizzo in grado di rispondere a esigenze di spesa importanti (minimo 25.000 euro mensili), ampia copertura assicurativa gratuita anche per i familiari e il Personal Planner Black, un Servizio Clienti attivo 24 ore su 24 con Numero Verde dedicato per prenotare spettacoli o ristoranti, cercare qualche idea regalo o organizzare una vacanza.

CARTA DI DEBITO (BANCOMAT): Cos’è e Come Funziona

La carta di debito è uno strumento di pagamento che permette di fare acquisti in esercizi aderenti al circuito di pagamento indicato sulla carta stessa, prelevare contanti agli sportelli automatici (ATM) e fare pagamenti diversi.
In Italia, la carta di debito più diffusa è chiamata comunemente col nome del circuito bancomat.

Si chiama carta di debito perché gli importi spesi vengono addebitati immediatamente sul conto corrente sul quale la carta è appoggiata. Per questo, l’utilizzo della carta di debito è possibile solo se sul conto è disponibile una somma di denaro almeno pari a quella che si intende spendere, a meno che il titolare non possa avvalersi di un fido o di uno scoperto di conto.

La banca emittente la carta riconosce limiti giornalieri e mensili di importo per i prelievi e per gli acquisti, diversi da cliente a cliente.
Con la carta di debito è possibile pagare anche online.
La carta di debito rappresenta uno strumento molto pratico: consente non solo di prelevare contante su ATM, ma anche di eseguire rapidamente diverse operazioni di pagamento, come una ricarica telefonica o il pagamento di una bolletta e di ottenere informazioni sul proprio conto, come l’elenco degli ultimi movimenti e il saldo disponibile.
Se la carta è collegata a circuiti internazionali, può essere utilizzata all’estero sia per prelievi di valuta locale su ATM, sia per pagamenti su POS degli esercizi commerciali, digitando in entrambi i casi lo stesso il PIN utilizzato in Italia.
Le principali spese relative alla carta di debito possono essere: un canone annuo (di importo più contenuto rispetto a quello delle carte di credito), a volte compreso nelle spese fisse del conto corrente associato alla carta; commissioni per il prelievo di contante da ATM che non appartengono alla banca emittente o per prelievi all’estero; costi di conversione per acquisti o pagamenti fatti in valuta diversa dall’euro.

La Carta di debito di Banca Del Piemonte

Con BP-Card, la carta di debito della Banca del Piemonte, puoi fare acquisti senza prelevare, sia in Italia che all’estero, in tutti i negozi che espongono i marchi PagoBANCOMAT® e Maestro; prelevare contante da qualsiasi sportello ATM sia in Italia che all’estero con i marchi PagoBANCOMAT® e Cirrus®; acquistare online sui siti e-commerce convenzionati con il circuito Maestro® attivando la funzione direttamente da internet banking BPnow, pagare i parcheggi e i pedaggi autostradali con FastPay.

CARTA PREPAGATA: Cos’è e Come funziona

Con la carta prepagata, richiedibile anche senza avere un conto corrente, è possibile acquistare beni e servizi oppure prelevare contante da uno sportello bancario automatico ATM, nei limiti della somma versata in anticipo alla Banca che l’ha emessa.
È come avere un borsellino elettronico dal quale si scala l’importo di volta in volta utilizzato. E se la carta è collegata a un circuito internazionale, le operazioni di pagamento e di prelievo possono essere effettuate anche all’estero.

La carta prepagata, può essere usata per acquisti di persona oppure on line. Se utilizzata per pagamenti tramite internet, le eventuali perdite dovute a utilizzi fraudolenti del numero della carta, sono limitate agli importi caricati.
La carta prepagata è uno strumento molto comodo per le persone in viaggio o per i giovani, in quanto, in caso di bisogno, è possibile farsi effettuare una ricarica a distanza da terze persone. Inoltre, in caso di smarrimento o furto, un eventuale utilizzo fraudolento sarà limitato alla somma rimasta sulla carta.

I principali costi di una carta prepagata possono essere: il canone annuo, il costo di emissione, le commissioni per la ricarica e per i prelievi, i costi di conversione per i prelievi o i pagamenti in valuta estera diversa dall’euro.
Le carte prepagate nominative hanno un limite di importo massimo di ricarica, ma possono essere ricaricate tutte le volte che si ha la necessità.

Carta Nexi Prepaid BP

La carta prepagata di Banca del Piemonte si chiama Carta Nexi Prepaid BP. Consente di limitare la spendibilità a quanto scegli di ricaricare, avendo così il massimo controllo delle spese e risultando ideale anche per i tuoi figli. È ricaricabile fino a 2.500 euro, anche con internet banking BPnow, dall’app Nexi Pay, via call center Nexi e nei punti vendita SisalPay.
Con Carta Nexi Prepaid BP puoi pagare anche da smartphone con ApplePay, SamsungPay, GooglePay, FitbitPay e GarminPay. La quota di rilascio e rinnovo è di 16 euro, il costo del prelievo è di un euro agli ATM di Banca del Piemonte e di due euro dagli sportelli automatici delle altre banche.

 

Banca del Piemonte e Croce Rossa Italiana per i profughi ucraini

Banca del Piemonte e Croce Rossa Italiana per i profughi ucraini

Sono 139 le persone, tra mamme, nonni e bambini ad essere transitate presso il Polo Logistico della Valle di Susa in questi mesi all’interno del Progetto Accoglienza Straordinaria il cui avvio è coinciso con lo scoppio della guerra in Ucraina e tutta la situazione emergenziale che ne è derivata.

Il lavoro dei giovani volontari della Croce Rossa è stato encomiabile: attività di inserimento ed integrazione nella comunità, corsi di introduzione della lingua italiana nella sala con la lavagna elettronica ed in ultimo, ma non certo per importanza, la realizzazione del Red Cross Summer Camp.

Banca del Piemonte contattata dalla Croce Rossa Italiana ad inizio emergenza, ha accolto fin da subito il progetto e grazie al contributo donato, oltre alle migliorie nella ludoteca, sono state acquistate nuove apparecchiature per l’ambulatorio come l’elettrocardiografo, un nuovo lettino, un monitor multiparametrico e la bilancia neonatale. Infine, è stato organizzato il Red Cross Summer Camp in cui i bambini si sono cimentati in diverse attività, come la scoperta delle Unità Cinofile, le lezioni di primo soccorso, i laboratori di disegno, la costruzione degli aquiloni e molto altro.

Venerdì 22 luglio, presso il Polo Logistico, si sono riunite, attorno ai bambini che hanno preso parte al Red Cross Summer Camp, le realtà locali che hanno sostenuto e dato vita a questa importante rete di collaborazione: la Croce Rossa Italiana con i volontari della Sezione di Susa ed il loro Presidente Francesco Feroldi, l’Assessore al Comune di Bussoleno Ivano Fucile e Wilma Borello, Condirettore Generale di Banca del Piemonte.

Parole di ringraziamento e di stima quelle spese dal nostro Condirettore Generale Wilma Borello durante l’evento: “Banca del Piemonte è una banca privata ed indipendente, una banca del territorio, una banca vicina alle persone. Quando siamo stati contattati dalla Croce Rossa Italiana abbiamo accolto con favore il progetto. Era appena iniziata la guerra in Ucraina e questo momento di grande difficoltà. Abbiamo così deciso di sostenere con un contributo economico la realizzazione di questo progetto e non nascondo che mi fa molto piacere ammirare i tanti giovani volontari impegnati in questa iniziativa all’insegna dell’inclusione. Grazie alla Croce Rossa e ai  volontari il progetto è stato portato avanti ed è arrivato alla conclusione. Sono state fatte delle bellissime cose: la ludoteca è stata migliorata, nuove attrezzature mediche hanno arricchito l’ambulatorio ed il Red Cross Summer Camp è stato molto ben organizzato. Vedere i volontari della Croce Rossa Italiana, i bambini, il Presidente, l’Assessore qui oggi sono il riconoscimento concreto dell’impegno che Banca del Piemonte spende per l’accoglienza, per l’integrazione delle persone e dei bambini nelle nostre comunità e nel nostro territorio. Grazie a tutti per quello che avete fatto”.

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Nuovi valori nell’era Covid

Nuovi valori nell’era Covid

I mutamenti provocati dal Covid hanno indotto gli italiani a sposare nuovi valori. Secondo i dati del Rapporto Coop 2021, 36 milioni hanno intenzione di modificare il proprio sistema valoriale nei prossimi tre-cinque anni,  in particolare, dando maggiore spazio alla cura di sé: il 47% degli italiani vuole occuparsi di più della propria salute e il 42% trovare maggiore serenità ed equilibrio personale. Emerge, inoltre, la volontà di tutelare l’ambiente, un altro valore che si sta affermando; il 40%, infatti, desidera impegnarsi maggiormente in tal senso.

In questo panorama, gli italiani rivolgono massima attenzione al tema del cibo. L’Osservatorio Cirfood district ha rilevato non solo che l’83% dei lavoratori è molto attento alle proprie scelte alimentari, ma evidenzia anche ciò che la nutrizione rappresenta per le persone.

Solo una percentuale minoritaria (12%), infatti, associa l’alimentazione a una mera necessità vitale: per molti italiani, al contrario, rappresenta felicità e soddisfazione (32%), un momento di convivialità (29%), un modo per prendersi cura di sé e per fare prevenzione (27%).

La ricerca di aspetti come la cura di sé, la convivialità, la gratificazione verso il cibo hanno portato gli italiani a cambiare i propri comportamenti alimentari, determinando l’instaurarsi di nuove abitudini a tavola.

Quella che si evidenzia maggiormente è l’intenzione di mangiare in modo sano ed equilibrato (42%), a cui si affianca una percentuale consistente di persone (26%) che cerca di ridurre il consumo di carne. “Diminuire il consumo di carne significa anche imprimere una volontà attiva nella preservazione dell’ambiente, perché rappresenta una modalità concreta per ridurre l’impatto climatico”, ha commentato Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence di Nomisma.

In termini di stili alimentari, quasi il 30% degli italiani predilige la dieta mediterranea. Accanto a questo gruppo emerge una serie di altri stili molto variegati, in cui si identifica il 53% delle persone. Si tratta di comportamenti alimentari difficili da classificare in modo unitario perché esprimono tante esigenze differenti. In questa percentuale rientrano, ad esempio, gli italiani che ricercano in modo continuativo cibo biologico, coloro che prediligono prodotti stagionali, chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana, ma anche chi preferisce una nutrizione iperproteica.

Comunque, oggi gli italiani hanno ripreso a mangiare fuori casa, anche per motivi di svago: più del 65% dichiara di pranzare o cenare away from home, per ragioni diverse dal lavoro, almeno due o tre volte al mese.

Quanto ai desideri, la nuova analisi di Nomisma mette in luce tre macro tendenze. La prima è la ricerca degli ingredienti e delle materie prime, che rappresenta un fattore determinante: si richiede qualità, italianità e stagionalità. Inoltre, si presta attenzione alle caratteristiche nutrizionali degli alimenti: in particolare si guarda a cibi light e “free from” (ad esempio senza lattosio o glutine, zuccheri e sale). Il tutto sempre ricercando un buon rapporto qualità/prezzo, aspetto rilevante e irrinunciabile per un italiano su quattro.

Per comprendere quali siano i desiderata degli italiani rispetto alla pausa pranzo, emerge che
rispetto al periodo pre Covid, una quota di italiani continua a viverla tra le mura domestiche. Questa rappresenta la tendenza in maggiore crescita (+ 31% rispetto al 2019). Una quota altrettanto elevata di dipendenti, tuttavia, consuma il pranzo nel ristorante aziendale, se disponibile, o nella ristorazione convenzionata con l’azienda.

In generale, il ristorante aziendale o convenzionato viene percepito come un elemento di benessere e di comfort. Molti dipendenti, infatti, vivono questa opportunità come una comodità legata al fatto di non dover preparare e portare nulla da casa (la descrive così il 26% di chi mangia nel ristorante aziendale e il 12% di chi utilizza il ristorante convenzionato), ma anche come un momento di relax (23% e 33%) e un’occasione per vedere i colleghi (22% e 19%).

Per quanto riguarda i punti di forza di questo tipo di servizio, al primo posto c’è la cortesia del personale, seguita dalla presenza di una chiara comunicazione dei protocolli di sicurezza anti Covid e dal mantenimento delle distanze di sicurezza. È stato anche chiesto ai lavoratori quali servizi dovrebbe offrire l’azienda per soddisfare pienamente i loro bisogni in relazione alla pausa pranzo nel ristorante aziendale o convenzionato.

Tra le necessità che si evidenziano c’è la proposta di orari differenziati per l’accesso alla mensa (20% e 19%) e un minore utilizzo di plastica nel servizio (20% e 15%). Inoltre, chi ha accesso al ristorante convenzionato desidera prenotare in anticipo le portate e ritirare il pranzo già pronto.

In merito alle caratteristiche del menù ideale, invece, i desiderata riguardano soprattutto la presenza di portate realizzate con ingredienti locali (19% e 21%) e con ingredienti di qualità (17% e 22%).

L’indagine Nomisma ha dedicato un focus alla ristorazione aziendale, coinvolgendo i lavoratori che non hanno l’opportunità di usufruirne, per capire se il servizio venga percepito come un elemento di benessere e di welfare. È emerso che il 59% dei dipendenti che normalmente pranza in un ristorante convenzionato vorrebbe disporre di un ristorante aziendale. Per quanto riguarda gli smart worker, cinque su dieci desidererebbero accedere a questa opportunità.

È stato poi chiesto a chi già si avvale di un ristorante aziendale come percepisca tale possibilità: per otto lavoratori su dieci si tratta di un vantaggio irrinunciabile. Questo non solo perché rappresenta una semplificazione della vita quotidiana, ma anche perché permette di mangiare pasti sani ed equilibrati (l’83% ritiene questo aspetto importante o estremamente importante) e di fruire di materie prime di qualità (81%).
Il livello di soddisfazione, nel complesso, è elevato: il 66% dei dipendenti è soddisfatto del servizio di ristorazione aziendale e il 76% lo è del ristorante convenzionato di cui usufruisce.

È stato poi dedicato un approfondimento specifico agli smart worker per capire le loro aspettative e valutazioni rispetto alla pausa pranzo. Nove su dieci dichiarano che, prima dei cambiamenti determinati dalla pandemia, pranzavano fuori, nella maggior parte dei casi portando qualcosa da casa oppure mangiando nella mensa aziendale.

Si rilevano, inoltre, alcuni elementi di preoccupazione e scontento rispetto alla pausa pranzo svolta tra le mura domestiche. La principale criticità risulta essere la difficoltà a staccare dalle attività lavorative (citata dal 40%), a cui va ad aggiungersi il tempo da dedicare alla preparazione del pasto (34%). E uno smart worker su cinque risponde di essere aumentato di peso da quando consuma a casa la pausa pranzo.

Il 60% degli smart worker che prima della pandemia usufruivano del ristorante aziendale dichiara di sentire la mancanza di questo servizio: a mancare di più è l’elemento di socialità, menzionato dal 75% di chi vorrebbe tornare a mangiare nel ristorante dell’azienda.

Camillo Venesio: “La nostra città ha tutte le infrastrutture per ospitare sede dell’Autority Ue sull’anti-riciclaggio”

Camillo Venesio: “La nostra città ha tutte le infrastrutture per ospitare sede dell’Autority Ue sull’anti-riciclaggio”

Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte nonché vicepresidente Abi, intervistato dal Corriere Torino si esprime in merito alla prossima assegnazione, da parte di Bruxelles, della sede dell’Autority Ue sull’anti-riciclaggio: “Da torinese vorrei che l’Authority avesse sede qui, la nostra città ha tutte le infrastrutture per ospitare un istituto di tale portata. Ma l’importante è che arrivi in Italia.”

Alla domanda su cosa deve fare la nostra città per non perdere questa importante opportunità, Venesio risponde con la leadership che lo contraddistingue: “Come al solito bisognerà fare squadra, privati ed enti territoriali, concretamente, attraverso la definizione della strada da percorrere, con adeguate risorse umane e finanziarie.”

 

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