Mercati
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Panoramica settimanale sui Mercati
14 settembre 2026
Commento della settimana
Settimana dominata dall'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha alimentato forti timori sulle forniture energetiche globali e spinto il petrolio ai massimi annuali. Il rischio di un conflitto prolungato in Medio Oriente ha rappresentato il principale fattore di avversione al rischio per gli investitori.
Sul fronte macroeconomico, i mercati hanno dovuto confrontarsi con il ritorno delle pressioni inflazionistiche legate all'energia e con il tono ancora restrittivo delle banche centrali. La BCE ha aumentato i tassi di 25 punti base, mentre negli Stati Uniti i dati su inflazione e mercato del lavoro hanno rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi da parte della Fed. Rendimenti obbligazionari in rialzo e maggiore volatilità sui mercati finanziari.
Bilancio complessivamente negativo per i mercati azionari globali. Europa con ribassi diffusi, per l'aumento dei tassi ed il rialzo dei prezzi energetici. Ftse Mib più resiliente grazie ai titoli energetici. Wall Street in negativo, con investitori preoccupati per il rischio di inflazione e possibili nuove strette monetarie Fed. Borse asiatiche deboli, soprattutto nei paesi maggiormente esposti ai costi energetici. Migliori performance per i settori energia e oil & gas, penalizzati tecnologia e comparti sensibili ai tassi.
Settimana particolarmente difficile per il comparto obbligazionario: inflazione più elevata, petrolio in forte rialzo e politica monetaria restrittiva hanno portato a un ulteriore incremento dei rendimenti governativi ( a livelli record pluriennali, Bund decennale tedesco fino al 3,5%, Btp in area 4,35%-4,40%, con spread BTP-Bund risalito verso 85-87 punti base, Treasury Usa salito fino al 4,95%, vicino alla soglia, anche psicologica, del 5%). La BCE conferma un orientamento prudente ma ancora focalizzato sull'inflazione, mentre il mercato continua a prezzare ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi. Settimana quindi negativa per i bond, con forti vendite, rendimenti sui massimi pluriennali e performances in rosso.
Mercati valutari con movimenti relativamente contenuti rispetto ad altre asset class. €/$ stabile in area 1,16, tra rialzo tassi BCE, forza dell'economia americana e prospettiva di ulteriori strette monetarie, in un contesto geopolitico teso. Lo yen ha mostrato segnali di rafforzamento grazie alle aspettative di una politica monetaria meno accomodante da parte della Bank of Japan.
Lato materie prime, tema dominante dell'ottava, il petrolio Brent ha superato stabilmente i 100 dollari al barile, sostenuto dai timori di interruzione dell'offerta in Medio Oriente. Il gas naturale in Europa ha continuato a salire, riflettendo le preoccupazioni sulla sicurezza energetica e rappresentando il principale rischio per il ritorno dell'inflazione e per le prospettive di politica monetaria.
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