Mercati
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Panoramica settimanale sui Mercati
21 settembre 2026
Commento della settimana
La settimana è stata dominata dalla combinazione di inflazione ancora persistente e tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Negli Stati Uniti, i dati sui prezzi al consumo hanno confermato un'inflazione superiore al target, mentre in Cina la crescita resta disomogenea, con produzione industriale in miglioramento ma settore immobiliare ancora debole. Sul fronte geopolitico, gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno mantenuto elevato il premio al rischio energetico, pur con un graduale miglioramento nella parte finale della settimana. La Federal Reserve ha aumentato i tassi di 25 punti base al 3,75%-4,00%, ribadendo che la lotta all'inflazione non è conclusa e lasciando aperta la porta a ulteriori rialzi entro fine anno. La BCE mantiene un orientamento restrittivo, monitorando soprattutto i rischi legati all'energia. La Bank of England ha lasciato invariati i tassi, mentre la Bank of Japan ha proseguito la normalizzazione monetaria portando il tasso ufficiale all'1,25%. I mercati continuano a muoversi in un contesto di inflazione persistente, tassi elevati e rischio geopolitico significativo.
I mercati azionari hanno vissuto una settimana volatile ma nel complesso stabile. Dopo una fase iniziale di debolezza dovuta ai timori sui tassi e al rialzo del petrolio, le Borse hanno recuperato terreno grazie al calo delle quotazioni energetiche e alla percezione che le banche centrali stiano mantenendo il controllo dell'inflazione.
Il mercato obbligazionario è rimasto sotto pressione. Il Treasury USA decennale ha superato il 5%, massimo dal 2007, per poi ridiscendere lievemente sotto tale soglia. In Europa i rendimenti governativi sono rimasti elevati ma stabili; il BTP decennale si è attestato intorno al 4,35/4,404%, con spread BTP-Bund vicino a 85 punti base.
Sul fronte valutario, il dollaro si è rafforzato grazie ai tassi statunitensi elevati e al suo ruolo di valuta rifugio. L'Eur/Usd è rimasto sostanzialmente stabile in area 1,15. Lo yen ha continuato a indebolirsi nonostante il rialzo dei tassi da parte della banca centrale giapponese.
Lato commodities il petrolio è stato il principale driver della settimana: il Brent ha inizialmente superato i 105 dollari al barile per poi correggere verso area 100-102 dollari grazie al ripristino parziale delle infrastrutture saudite. In calo il gas naturale europeo, mentre l'oro ha beneficiato dell'incertezza geopolitica e della stabilizzazione dei rendimenti.
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