Mercati
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Panoramica settimanale sui Mercati
5 ottobre 2026
Commento della settimana
Settimana ancora dominata dall'interazione tra tensioni geopolitiche, forte rialzo dei rendimenti obbligazionari e crescente preoccupazione per una nuova accelerazione dell'inflazione legata all'energia. Aumentano le aspettative di tassi elevati per un periodo più lungo sia negli Stati Uniti sia nell'Eurozona. Borse con elevata volatilità, settore tecnologico sostenuto dai risultati di Micron e dal tema dell'Intelligenza Artificiale, mentre banche, utility e comparti sensibili ai tassi hanno subito prese di profitto. Il petrolio resta il principale fattore di rischio per lo scenario macroeconomico globale.
Le borse europee si apprestano a chiudere la settimana in territorio negativo, per i diversi fattori sopra esposti. A Piazza Affari il settore bancario ha registrato diffuse vendite, mentre negli Stati Uniti Wall Street ha registrato sedute contrastate, con andamento migliore in relative e sostegno da rallentamento dell'inflazione e del mercato del lavoro, risultati superiori alle attese di Micron e resilienza del settore tecnologico e AI, mentre lato negativo l'aumento dei rendimenti dei Treasury ha continuato a rappresentare il principale fattore di pressione sugli indici.
L'andamento dei tassi è stato il tema dominante della settimana, con relativi riflessi sui mercati dei bond. Negli Stati Uniti i Treasury hanno raggiunto livelli molto elevati (decennale stabilmente intorno al 5,3%, rendimenti sui massimi dal 2002 ed aspettative di tassi elevati per un periodo più lungo), e pur con il rallentamento dell'inflazione, il mercato obbligazionario resta sotto forte pressione. Anche nell'Eurozona i governativi hanno registrato una significativa correzione (spread BTP-Bund salito oltre i 100 punti base, rendimento del BTP decennale vicino al 4,7%, in scia all'aumento dei rischi percepiti sul debito francese in particolare). L'incremento dei rendimenti riflette sia le aspettative di politica monetaria sia le preoccupazioni legate all'inflazione energetica.
Sui mercati valutari il dollaro ha rafforzato ulteriormente la propria posizione. A sostegno i rendimenti americani elevati, il ruolo di valuta rifugio e le minori aspettative di crescita europea, oltre ai timori fiscali nell'Eurozona. Biglietto verde sui massimi degli ultimi 18 mesi, con Eur/Usd in area 1,12-1,13 e Usd/Jpy in area 157,60.
Tra le commodity il mercato energetico è rimasto al centro dell'attenzione, col Brent sceso in area 88 dollari al barile dopo i forti rialzi delle settimane precedenti. Oro debole, che non regge il confronto con gli elevati tassi reali dei bond.
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