Lunedì 21 novembre, in occasione della Giornata nazionale degli alberi, si è svolto un nuovo evento del progetto del Rotary Club Pinerolo dedicato all’ambiente che, come Banca, abbiamo avuto il piacere di sostenere e vivere da vicino in questi mesi.
Il progetto ha visto inoltre il coinvolgimento di giovani e giovanissimi studenti dell’area del pinerolese: la gara di plogging del 20 ottobre a cui hanno partecipato gli istituti superiori e, ieri, l’evento con i più piccoli.
I bimbi delle scuole elementari hanno piantumato 200 nuovi alberi, donati dal Rotary Club e dalla Regione Piemonte, sui terreni del Comune di Pinerolo, una piccola piantina che potranno vedere crescere e di cui potranno prendersi cura nel tempo.
Al grido di “Sì, noi siamo pronti a salvare il Mondo” non possiamo che fare nostro l’entusiasmo dei più piccoli e proseguire ogni giorno, come Banca e come singoli, nell’impegno di prenderci cura del nostro Pianeta, a partire da piccoli gesti quotidiani.
Ringraziamo di cuore gli amici del Rotary Club Pinerolo per averci coinvolto e dato la possibilità concreta di impegnarci per la tutela ambientale.
Banca del Piemonte ha partecipato al Future Bancassurance Awards 2022 e ha ricevuto il riconoscimento “Per un modello bancario che funziona da 110 anni anche in ambito assicurativo”.
Il premio è stato ritirato, con grande soddisfazione ed orgoglio, da Mario Campagnaro, Responsabile Funzione Prodotti Finanziari e Assicurativi.
Una delle priorità dell’Unione europea nel campo dell’istruzione e della formazione è la riduzione dell’abbandono scolastico, che ha gravi ripercussioni sulla vita dei giovani e sulla società in generale. Il fenomeno è monitorato, a livello europeo, attraverso la quota di 18-24enni che, in possesso al massimo di un titolo secondario inferiore, sono fuori dal sistema di istruzione e formazione (Elet-Early Leavers from Education and Training).
Questo indicatore è stato uno dei benchmark della Strategia Europa 2020, che ne fissava il valore target europeo al 10%, abbassato al 9% per il 2030.
In Italia, nel 2021 la quota di 18-24enni con al più un titolo secondario inferiore e non più inseriti in un percorso di istruzione o formazione è stimata al 12,7%, pari a 517mila giovani. Lo ha censito l’Istat, aggiungendo che nonostante l’Italia abbia registrato notevoli progressi sul fronte degli abbandoni scolastici, la quota di Elet resta tra le più alte dell’Ue (9,7%), inferiore solo a Spagna (13,3%) e Romania (15,3%); in Francia è al 7,8% e all’11,8% in Germania.
In particolare, tra i giovani con cittadinanza non italiana, il tasso di abbandono precoce degli studi è oltre tre volte quello degli italiani: 32,5% contro 10,9%.
Così come il raggiungimento di un titolo terziario, anche la dispersione scolastica è fortemente condizionata dalle caratteristiche socio-economiche della famiglia di origine. Se il livello di istruzione è basso, si riscontrano incidenze di abbandoni precoci molto elevate. L’abbandono degli studi prima del diploma riguarda il 25,8% dei giovani con genitori aventi al massimo la licenza media, scende al 6,2% se i genitori hanno un titolo secondario superiore e al 2,7% se almeno un genitore è laureato.
L’Istat ha anche rilevato che i giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo e non impegnati in un’attività lavorativa, i cosiddetti Neet (Neither in Employment nor in Education and Training), presentano caratteristiche e motivazioni di base eterogenee, ma hanno in comune una condizione che, se protratta a lungo, può comportare il rischio di concrete difficoltà di inclusione nel mondo del lavoro.
Nel 2021, in Italia, la quota di Neet sul totale dei 15-29enni è pari al 23,1%, in leggero calo rispetto alla crescita registrata nel 2020 per l’impatto della pandemia sull’occupazione, ma è 10 punti percentuali superiore a quella europea (13,1%). L’Italia, perciò, continua a registrare la più alta quota di Neet nella Ue27, decisamente più elevata di quella osservata in Spagna (14,1%), Francia (12,8%) e Germania (9,2%).
Nel 2021, l’incidenza dei Neet è pari al 23% tra i giovani con al più un titolo secondario inferiore, al 24,9% tra chi ha un titolo secondario superiore e al 17,3% per coloro che hanno conseguito un titolo terziario. Nel Mezzogiorno la quota di Neet è pari al 32,2% (17% e 19,6% nel Nord e nel Centro) e sale al 33,3% tra gli stranieri (21,9% tra gli italiani), con una forte differenza di genere: 42% è la quota di Neet tra le straniere e 23,% tra le italiane (24,2% e 20,9% le rispettive quote degli uomini).
La percentuale maggiore di inattivi si rileva tra i giovani Neet con al più un titolo secondario inferiore (45,1%), soprattutto se donne (56,8%). L’inattività è minima tra i Neet del Mezzogiorno, tra i quali ben il 71% (53,3% nel Nord e 64,1% nel Centro) si dichiara interessato al lavoro, a indicare come in quest’area del Paese le minori opportunità lavorative pesino di più sulla condizione di Neet.
L’Istat ha comunicato inoltre che nel 2021, il 51,6% dei Neet disoccupati è alla ricerca attiva di lavoro da almeno 12 mesi, una quota più alta di quella del 2020 (44,9%). I Neet disoccupati (cioè alla ricerca attiva di un lavoro) sono quelli più attenti alle dinamiche del mercato del lavoro e dunque più facilmente integrabili; tuttavia, se la ricerca di un’occupazione si prolunga nel tempo cresce il rischio di transito all’area dell’inattività.
I Neet disoccupati da 12 mesi o più sono 350mila e risiedono prevalentemente nelle regioni meridionali, dove rappresentano il 61% dei Neet disoccupati (46,3% nel Centro e 39,4% nel Nord).
Una serata ricca di emozioni, condivisione ed intrattenimento quella di ieri in occasione dei festeggiamenti dei primi 110 anni di Banca del Piemonte.
Camillo Venesio, sul palco del Centro Congressi Lingotto, intervistato dall’amico Mario Calabresiha parlato della storia della Banca, un passato da cui non si può prescindere, a cui bisogna sempre guardare, ma che non deve e non può essere un freno all’innovazione e al cambiamento.
Innovazione e cambiamento sono proprio gli ingredienti essenziali per le imprese che funzionano. EBanca del Piemonte funziona. Lo confermano i numeri, da sempre in attivo “Noi andiamo avanti con l’umiltà e la sana e prudente gestione che ci contraddistinguono”.
Il nostro Amministratore Delegato e Direttore Generale si è definito orgoglioso, riconoscente e ha speso sentite parole di ringraziamento anche per i partner di sempre, tra cui Reale Mutua Assicurazioni, Italiana Assicurazioni, Avvera S.p.A., Ion Group, Nexi S.p.A. e Prometeia S.p.A. “Riconoscente per essere arrivati fino a qui sani, riconoscente verso tante persone alle quali devo molto personalmente. Alla mia famiglia, innanzitutto, una famiglia solida fa tanto. Riconoscente verso amici, colleghi, collaboratori e maestri. Riconoscente ai miei figli. I giovani sono fondamentali, stimolanti. […] Le imprese che durano sono quelle che sanno reinventarsi e noi l’abbiamo fatto più volte, spinti dal talento dei giovani.”
La voglia è quella di crescere ancora, crescere facendo meglio le cose che Banca del Piemonte sa fare: maggior tecnologia, impegno, servizi, prodotti digitali, analisi dei dati, crescita delle risorse umane che sono il bene più importante, senza diventare mai “disumani”. Il cliente resta al centro, concretamente, tutti i giorni.
Non solo passato, presente e futuro, ma anche l’annuncio della nascita della Fondazione Venesio Ente Filantropico “Sono entusiasta di questo progetto che ci consente di offrire sostegno concreto e valore aggiunto alle persone e di promuovere ricerca, cultura e istruzione che sono i mattoni con cui costruire insieme il futuro”.
Per festeggiare questo importante anniversario abbiamo organizzato, mercoledì 12 ottobre, una serata speciale al Centro Congressi Lingotto, un’occasione per rincontrarsi e celebrare insieme questo nuovo traguardo.
Un evento dedicato alle persone che ogni giorno contribuiscono al successo della Banca e a chi ogni giorno ci concede la sua fiducia, un momento per stare insieme e festeggiare attraverso la bellezza e l’eleganza dello spettacolo realizzato da Sonics Acrobati, la storia e la tradizione di Banca del Piemonte.
Sosteniamo la Fondazione Venesio Ente Filantropico, nata su iniziativa della famiglia Venesio, per sostenere e valorizzare le persone, la cultura ed il territorio e promuovere attività di ricerca ed inclusione sociale.