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L’educazione finanziaria come non l’hai mai vista!

L’educazione finanziaria come non l’hai mai vista!

A tre anni dall’ultima edizione fisica, è tornato a Torino ed in presenza il Salone dello Studente, iniziativa promossa da Campus editori.

Quelle di giovedì 6 venerdì 7 ottobre, al Pala Alpitur, sono state due giornate ricche di incontri e presentazioni dedicate a tutti gli iscritti delle scuole secondarie di secondo grado.

Una partecipazione senza precedenti, con 20.000 studenti che hanno riempito le due giornate curiosi di scoprire le opportunità per il loro futuro.

La nostra Banca ha partecipato al Salone dello Studente con uno stand dedicato, dove ha accorlto studenti e docenti volenterosi di sapere di più sulla nostra realtà e sulle nostre attività e con 4 lezioni sull’educaizone finanziaria.

Sono state 4 momenti interattivi e divertenti sul mondo del credito e della finanza: “L’educazione finanziaria come non l’hai mai vista!” non delle classiche lezioni, ma teoria mista a giochi e divertimento per avvicinare i giovani ad un argomento che può sembrare difficile e rischioso.

Siamo rimati davvero molto  colpiti dalla partecipazione e dall’entusiasmo dei ragazzi che hanno interagito e si sono messi alla prova con noi!

Ottobre è il mese dedicato all’educazione finanziaria è questa è stata per noi un’ottima opportunità per avvicinare i giovani ed introdurli al mondo del credito e della finanza.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e ad i nostri avatar, Alice e Marco, per averci aiutato in questo percorso!

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I rincari rilanciano la Doggy Bag

I rincari rilanciano la Doggy Bag

Con il caro spesa determinato dai rincari energetici e la necessità di ridurre gli sprechi salgono a quasi quattro su 10 (39%) gli italiani che portano a casa gli avanzi del ristorante con la cosiddetta “doggy bag”, il contenitore per recuperare il cibo non consumato ed evitare così che venga buttato. Il fenomeno, ben più diffuso all’estero, emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che fotografa come la crisi causata dagli aumenti delle bollette e del costo della vita stia cambiando le abitudini di tanti.

Il numero delle persone che non lascia gli avanzi nel piatto quando va a mangiare fuori è, infatti, praticamente raddoppiato nel giro di meno di dieci anni.

Con l’inflazione che ad agosto 2022 ha raggiunto il record dal 1985 e i beni alimentari in aumento del 10,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – rileva Coldiretti – per molte famiglie è diventato indispensabile ridurre al massimo gli sprechi. Una situazione che spinge così sempre più persone a superare l’imbarazzo e chiedere di portare via dal quanto rimasto sul piatto del ristorante per consumarlo successivamente tra le mura domestiche.

Dall’analisi Coldiretti/Ixè si evidenzia, però, che il 17% richiede la doggy bag solo raramente mentre il 12% degli italiani ritiene che sia da maleducati, da poveracci e volgare o si vergogna comunque a prendere questa iniziativa. Infine, c’è un 22% di italiani che non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori, mentre la quota restante non chiede di portare via quanto avanzato perché non sa che farsene.Comunque, la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, il cameriere domanda riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. Un servizio nei confronti del cliente che ha un costo per ristoranti e agriturismi, considerati i rincari che devono affrontare, dall’energia alla carta da asporto con le buste per il confezionamento e la conservazione degli alimenti che cominciano addirittura a mancare.

Con oltre 1/3 della spesa alimentare degli italiani destinato ai consumi fuori casa le difficoltà della ristorazione si trasferiscono a cascata sull’intera filiera. A rischio, secondo la Coldiretti, c’è un sistema che dai campi alla tavola vale 575 miliardi di euro all’anno, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben quattro milioni di lavoratori in 740mila imprese agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila aziende della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio.

La Coldiretti, inoltre, stima che oltre il 10% delle imprese del settore siano a rischio di chiusura per rincari diretti e indiretti determinati dall’energia che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio nelle campagne, ma anche per il vetro che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica.

La nuova geografia produttiva

La nuova geografia produttiva

Il Covid ha rimescolato la geografia produttiva italiana. Solo 22 province su 107 hanno lasciato alle spalle la crisi causata dal Covid superando nel 2021 la ricchezza prodotta nel 2019. È quanto emerge dall’analisi, realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere, sul valore aggiunto provinciale del 2021 e i confronti con il 2019.

Anche sulla scia dei provvedimenti governativi, il comparto delle costruzioni ha recuperato più velocemente le performance pre-Covid (+12,6%). Il boom di crescita del settore è a Terni che sfiora il +42%; seguono Perugia (+39,8%) e Messina (+37,6%). Ma nel complesso tutte le province italiane presentano un trend positivo, salvo Pordenone (-6,7%), Udine (-2,5%), Bolzano (-0,5%) e Trento (-0,8%).
L’industria manifatturiera cresce dell’1,9% tra il 2021 e il 2019, grazie alle buone performance dello scorso anno che si è chiuso con un incremento del 10,2% rispetto al 2020. La ripartenza è sostenuta soprattutto dal Nord Ovest (+ 2,7%) e dalle Isole (+2,3%). Più in particolare, La Spezia (+16,1%), Genova (+12,4%) e la provincia di Matera (+11,9%) sono in testa alla classifica per crescita del valore aggiunto prodotto dal settore.
Invece, manca l’obiettivo del recupero dei livelli pre-pandemia il settore dei servizi, che perde il 2,9% di valore aggiunto tra il 2021 e il 2019. A rallentare il passo è la difficoltà di ripresa del turismo che è ancora sotto di un quarto rispetto al periodo pre-Covid. Ma anche le attività artistiche e creative (-25%) e quelle di supporto alle imprese (-11,8%) presentano ancora forti ritardi. Due attività che hanno il loro cuore pulsante nelle grandi città come Milano e Roma, che perdono rispettivamente il 3,1% e il 2,1%.

Nel confronto tra il 2021 e il 2019, sono i territori caratterizzati da una modesta dimensione imprenditoriale per numero di addetti a essersi avvicinati di più al valore aggiunto pre-Covid (-0,6%), rispetto a quelli dove le imprese sono mediamente più grandi (-1,6%).
Proprio questi ultimi, infatti, sono stati i più colpiti dalla crisi pandemica nel 2020 (-7,6% contro il -6,0% delle province con imprese mediamente più piccole). E il forte rimbalzo del 2021 delle province con una dimensione di impresa più grande (+6,5% rispetto al 2020 contro il 5,7% delle altre), non è riuscito ancora a compensare le gravi perdite subite.

Comunque, è Enna a registrare incrementi maggiori di valore aggiunto prodotto tra il 2021 e il 2019 (+2,9%), seguita da Avellino (+2,7%), Benevento, Caserta e Ragusa (+2,2% per tutte e tre le province).
Ma sono Milano e Bolzano a confermarsi le province ai primi due posti per reddito prodotto per abitante, rispettivamente con 49.332 euro e 40.817, mentre Bologna (37.276 euro) scalza dal terzo posto Firenze, diventata quarta (37.237). Quinta è Roma (35.050), salita di una posizione.

Per quanto riguarda le province del Nord Ovest, leader per valore aggiunto pro capite si è confermata Aosta con 34.096 euro, che valgono l’ottava posizione nella graduatoria nazionale, dove Genova figura decima con 33.407 euro, avendo guadagnato una posizione rispetto al 2019; mentre ne ha guadagnate due Cuneo, diventata ventesima con 30.163 euro.
Invece è indietreggiata di un posto la provincia di Torino, calata al 22° in Italia con 29.881 euro.

Il balzo maggiore lo ha fatto La Spezia, salita di sei posti al 32° con 28.332 euro. La provincia ligure più a est ha così preceduto anche quella di Novara, al 33° posto con 28.230 euro, nonostante l’avanzamento di due posizioni rispetto al 2019.
La provincia di Alessandria, avanzata di tre posti, è salita al 41° nazionale con 26.822 euro; mentre Vercelli si è piazzata al 47° (+1 rispetto al 2019) con 25.646 euro, seguita subito a ruota da quella di Savona, al 48° (+2) con 25.626 euro. Al 50° si trova Biella (+1) con 25.424 euro, ancora davanti anche alla provincia di Asti, al 56° con 24.088 euro, avendone guadagnati tre.

Nessun avanzamento, infine, per le province di Verbania e Imperia, rispettivamente al 64° posto in Italia per valore aggiunto pro capite nel 2021 con 22.802 euro e con 22.299. Quella dell’estremo ponente ligure, pertanto, è rimasta il fanalino di coda del Nord Ovest, avendo ancora perso due posizioni rispetto al 2020.
Nonostante l’arretramento della provincia di Imperia, la Liguria ha mantenuto il settimo posto nella graduatoria delle regioni, facendo meglio del Piemonte, decimo; ma non della Valle d’Aosta, che ha mantenuto il terzo gradino del podio italiano.

La Terra vista dal cielo la mostra fotografica di Yann Arthus Bertrand

La Terra vista dal cielo la mostra fotografica di Yann Arthus Bertrand

Giovedì 22 settembre 2022 Banca del Piemonte, in collaborazione con Rotary Club Pinerolo, ha organizzato questo evento nella storica Cavallerizza Caprilli a Pinerolo, per ammirare la mostra di oltre 130 paesaggi del mondo, fotografati dal cielo, da Yann Arthus Bertrand fotografo, giornalista e ambientalista.

I paesaggi del mondo immortalati dal cielo, dal fotografo francese, testimoniano la bellezza della Terra e sensibilizzano la coscienza collettiva sull’importanza della tutela ambientale.

E’ un’ottima occasione per stare insieme e per riflettere sul tema della sostenibilità ambientale.

 

CREDITS FOTO: YANN ARTHUS BERTRAND – CUORE DI VOH NEL 1990, NUOVA CALEDONIA, ⁠
FRANCIA⁠
(20°56′ S – 164°39′ E)⁠

La mangrovia, una foresta per metà terrestre e per metà acquatica, si sviluppa su terreni fangosi tropicali esposti all’alternanza delle maree. Costituito da varie piante alofite (capaci di vivere su terreni salati), con una predominanza di mangrovie, copre quasi un quarto delle coste tropicali e si estende su circa 15 milioni di ettari in tutto il mondo, la metà della sua estensione originale. Questo fragile ambiente si sta costantemente ritirando di fronte all’eccessivo sfruttamento delle risorse, all’espansione agricola e urbana, allo sviluppo degli allevamenti di gamberi e all’inquinamento. Tuttavia, la mangrovia rimane essenziale per la fauna marina e l’equilibrio della costa, oltre che per l’economia locale. La Nuova Caledonia, un gruppo di isole del Pacifico che si estende per 18.575 km2 , ha 200 km2 di mangrovie piuttosto basse (alte da 8 a 10 m) ma molto dense, soprattutto sulla costa occidentale di Grande Terre, l’isola più importante dell’arcipelago della Nuova Caledonia. Nell’entroterra, dove l’acqua del mare penetra solo con l’alta marea, la vegetazione lascia talvolta il posto a zone spoglie e iper-salate chiamate tannes, come nei pressi della città di Voh, dove la natura ha disegnato questa radura stilizzata a forma di cuore.⁠

Filiale di Pianezza: chiusura temporanea per lavori di manutenzione

Filiale di Pianezza: chiusura temporanea per lavori di manutenzione

Per offrire servizi sempre più all’avanguardia e una Filiale più accogliente, la filiale di Pianezza – Via S. Pancrazio 6 – resterà chiusa per lavori di manutenzione da sabato 8 ottobre fino a martedì 18 ottobre compreso.

 

In queste date non sarà possibile, per nessun motivo, accedere ai locali della Banca.

 

Tutta l’operatività verrà temporaneamente trasferita presso la filiale di Druento – Largo Oropa 1 – dove potrai trovare i servizi e la qualità di sempre.

 

La filiale di Pianezza, con la sua nuova veste, riprenderà l’attività mercoledì 19 ottobre alle ore 12.00.

 

A partire da giovedì 20 ottobre ti aspettiamo con i consueti orari dalle 8.30 alle 13.30 e, su appuntamento, dalle 14.45 alle 16.00, per le attività di consulenza.

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