Mercati
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Panoramica settimanale sui Mercati
20 luglio 2026
Commento della settimana
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono rimaste il principale fattore di attenzione della settimana, tra minacce di chiusura dello Stretto di Hormuz e timori per possibili impatti sulle forniture energetiche globali.
Sul fronte macroeconomico, l'inflazione statunitense di giugno è risultata inferiore alle attese, riducendo le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi Fed nel breve termine, anche se il recente rialzo del petrolio continua a rappresentare un rischio per l'evoluzione futura dei prezzi.
Settimana in calo sui mercati azionari, penalizzati dall'aumento dell'avversione al rischio e dalle prese di profitto sul comparto tecnologico. Le prese di profitto sui titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori hanno pesato soprattutto sul Nasdaq, sul Nikkei e sul Kospi, mentre le Borse europee hanno mostrato una maggiore tenuta.
Sul mercato obbligazionario il rialzo del petrolio e i timori inflazionistici hanno penalizzato soprattutto i governativi europei, mentre i Treasury americani hanno beneficiato del dato CPI più favorevole del previsto.
Sul mercato valutario i movimenti sono stati limitati: il cambio euro-dollaro è rimasto sostanzialmente stabile in area 1,14, mentre lo yen si è rafforzato in un contesto di aspettative per una Bank of Japan più restrittiva e di possibili futuri rialzi dei tassi giapponesi.
Tra le materie prime, il petrolio è stato il principale protagonista della settimana con un rialzo superiore al 13%, sostenuto dall'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dai timori di interruzioni dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz e dall'aumento del premio per il rischio geopolitico. L'oro ha invece ceduto il 3%, penalizzato dal dato di inflazione statunitense inferiore alle attese, che ha ridotto la domanda di coperture contro il rischio inflazionistico.
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